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PROGETTO DI MONUMENTO EQUESTRE 
IN ONORE DI ARRIGO BOITO

a cura dell'Associazione Amici di Arrigo Boito

 

    Come sapete l'Associazione si è prefissa, all'atto della sua fondazione, precisi scopi pratici che testimonino della diffusione del nostro credo alle masse. Ebbene, è ora di occuparci di uno dei nostri più ambiziosi progetti, il monumento equestre ad Arrigo Boito.
 
    Il monumento, la cui collocazione ha ancora da essere concordata con le autorità cittadine, deve trasudare di furia iconoclasta, di vigore virile, di creatività scapigliata, insomma di tutte le caratteristiche delle quali la poesia di Boito è pregna. Ecco alcune indicazioni :
 
  • Trattasi di statua equestre: ovviamente Boito cavalcherà un enorme Orso, con una corona sul capo, il pelo irsuto e dei vermi che lo divorano da tergo (tant'è che l'orso emerge da una magmatico brulicare di vermi). Malgrado ciò il gigantesco mammifero si protende in avanti in un balzo impetuoso, con le grinfie minacciose e le fauci spalancate e bavanti (si potrebbe a questo punto farne una fontanella da mettere in un parco). Tutto questo l'Orso ovviamente, e non Boito.

  • Il poeta cavalca l'Orso furioso con la mano sinistra, ferma, aggrappata al suo pelo (si potrebbe eventualmente, per meglio rendere l'effetto, rivestire l'orso di moquette), mentre con la destra tiene una lira (riferimento allegorico al suo essere poeta e musicista). La sua postura è eretta, per esibirne la fermezza morale e lo sforzo minimo del quale necessita per tenere a bada l'Orso. Il suo abbigliamento è elegante e sovversivo, come nelle foto delle quali disponiamo. Particolare attenzione sarà data alla sua chioma al vento (riferimento alla sua gioventù scapigliata) e ai suoi rinomati baffoni.

  • Il piedistallo sul quale poggia la statua recherà inciso il suo nome, gli attributi "sommo poeta e musicista" (mi raccomando di specificare allo scalpellino di incidere bene su "sommo"), e in luogo delle date di nascita e morte, un sobrio "immortale". Sotto, questi programmatici versi del suo poema DUALISMO:
E sogno un'Arte eterea
Che forse in cielo ha norma,
Franca dai nudi vincoli
Del metro e della forma,
Piena dell'Ideale
Che mi fa batter l'ale
E che seguir non so.

Sul lato opposto, meno visibili, i versi che nello stesso poema fungono da controparte a questi, definendo le due tendenze opposte del genio (luce ed ombra, furore e malinconia):

E sogno un'Arte reproba
Che smaga il mio pensiero
Dietro le basse imagini
D'un ver che mente al Vero
E in aspro carme immerso
Sulle mie labbra il verso
Bestemmiando vien.