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LA COSPIRAZIONE CONTRO BOITO
a cura dell'Associazione Amici di Arrigo Boito

 

I comunisti? I massoni? I savi di Sion? La CIA? il KGB? Gli anarchici baschi? Gli invisibili? Il Ku Klux Klan? La Chiesa cattolica? I servizi deviati? Pedrotti? Chi si nasconde dietro al silenzio abilmente orchestrato attorno ad Arrigo Boito? L'Associazione degli Amici di Arrigo Boito non tarderà a scoprirlo.

 

I COMUNISTI ?

 

La tesi più quotata è ovviamente quella del complotto comunista. Eppure, cercheremo invano nella biografia dello scapigliato Boito ragioni che giustifichino tale incivile ritorsione. Se è vero che, come notava Erik Satie a proposito del suo amico Debussy, spesso i grandi innovatori nel campo dell’arte sono conservatori in campo politico – e così era Boito, mazziniano moderato ma socialmente conservatore, patriota e garibaldino engagé ma anti-rivoluzionario – , non sembrano esserci gli estremi per una fatwa nei confronti di un personaggio la cui timida ideologia (più di sinistra riformista che di destra conservatrice) emerge da un contesto che lo giustifica pienamente, diversamente dai poeti di regime D’Annunzio o Marinetti.

 

È nella sua opera, quindi, che vanno cercate le ragioni – e, in particolare, nell’epica figura di Re Orso: orgoglioso modello di condottiero, padre amorevole e iroso dei suoi sudditi, figura imponente carica di virtù, insomma supremo modello di comportamento virile, Re Orso è senza dubbio il modello al quale s’ispirò, con risultati certo ben poco riusciti, Benito Mussolini. Comprensibile quindi che si sia voluto evitare, con una vergognosa opera di censura culturale, che le nuove generazioni di giovani potessero imitare Re Orso e diventare a loro volta dittatori. Comprensibile certo, ma ingiustificabile, laddove si consideri i valori estetici dei quali l’umanità è privata in tal modo.

 

 

I MASSONI ?

Boito fu, come molto dei suoi contemporanei, amici e colleghi, massone. Non è quindi accettabile l’ipotesi che causa del silenzio attorno a Boito sia un complotto giudeo-massonico (anche se a dire il vero non è del tutto da abbandonare l’ipotesi sionista, sulla quale formeremo un’apposita squadra di lavoro) – a meno che non si tratti di una forma di vendetta trasversale o regolamento di conti interno al Grande Oriente (in proposito scriveremo una lettera ufficiale al Gran Maestro per chiedere delucidazioni). 

Forse nelle opere di Boito sono nascoste, tra pesanti simbolismi alchemici, indizi di una cospirazione che lui già sentiva avvolgerlo. Invitiamo i soci a proporre spunti per una riflessione ermeneutica su un’opera che, seppur si concluda con l’invito a non cercarvi «né savio motto – né aforismo dotto / né sermo o perno – di morale eterno» appare densa di allegorie e sensi nascosti, dai quali questo monito vuole solo forse allontanare i meno accorti, ignari della forza dirompente delle rivelazioni ivi contenute.

 

 LA CHIESA CATTOLICA ?

Dietro alle tormentate vicende postume di Arrigo Boito si celano senza dubbio le perverse macchinazioni di un’istituzione la cui diffusione capillare sul suolo patrio contribuisce da secoli ad ancorare il popolo italico a tradizioni vetuste, ostacolando il libero pensiero e la creatività dei sommi poeti, reprimendo i nostri istinti e la nostra (dirompente) sessualità mediterranea: la Chiesa Cattolica, Apostolica & Romana.

Boito era senza dubbio un nemico temuto, un baldo combattente della resistenza anti-papista che in quanto tale andava reso incapace di nuocere, attraverso manovre di oscurantismo selettivo. Molti testimoni descrivono Boito come ateo, ma quella che è certa è la sua affiliazione alla massoneria, in chiave non solo speculativa, ma politica (e quindi, all’epoca, nemica di Roma e delle sue emanazioni ideologiche).

Per quel che riguarda il suo pensiero filosofico, la presenza di temi gnostici nella sua opera non può che attirare l’inimicizia dei cattolici: in quanto madre di tutte le eresie, la gnosi rappresenta l’archetipo del male intrinseco che il dogma deve eliminare per sussistere. A partire da essa, Boito sviluppa una serie di riferimenti sincretici: dal dualismo di fondo della sua cosmologia (gnostico-manicheo), fino all’evocazione di personaggi storico-leggendari come Simon Mago o Zoroastro (in Semira), o la tranquilla dignità del popolo musulmano (ne La falce) che già aveva affascinato Goethe e tanti altri.

Lo scontro si fa più acceso laddove gnosi e massoneria rivelano i loro legami (sviluppati più dalla tradizione apologetica cristiana che nella realtà) con il satanismo, con il quale Boito gioca ampiamente (e provocatoriamente): concentrandosi sul personaggio di Mefistofele, rovesciando i segni della fede nel Re Orso, evocando atmosfere blasfeme e orgiastiche che sopraffanno la cristianità nel Nerone.

Forse qualcuno ha creduto buono mettere a tacere Arrigo Boito, la cui morte misteriosa lascia certo molto a pensare (la versione ufficiale parla di una rissa in una birreria di Monaco durante l’Oktoberfest, ma numerosi testimoni affermano avere visto chiaramente del fumo dalla collinetta erbosa, e certamente più di tre proiettili, da almeno due direzioni). Ma per un silenzio coatto, dieci, cento, mille voci sono pronte a parlare, a urlare la verità, a diffondere la sua poesia, a svelare il complotto. Arrigo non tacerà mai, e la sua poesia continuerà ad accusarvi.